La Madonna del Fico

IL PERIODO NORMANNO: IL GRAN CONTE RUGGERO, IL MIRACOLO DEL FICO ED IL PRIMO “SIGNORE” DI RAVANUSA

Apparizione Madonna del fico al conte Ruggero

Ruggero, espugnata Kerkent (Agrigento) il 25 luglio 1086 – dice il Malaterra e ripetono tutti gli storici siciliani di ogni tempo -, si diede subito alla conquista di undici castelli, tra cui Licata, Bifar, Muclof, Naro e Remise tutte località familiari ai ravanusani, in quanto località a noi distanti pochi chilometri. La conquista dell’antica fortezza posta sul Monte Saraceno non fu impresa facile per i Normanni; data la sua posizione, né uomini né macchine potevano avvicinarsi alle sue mura: gli assediati lanciavano dall’alto grossi massi per rintuzzare gli attacchi dei nemici. Era il mese di agosto e l’afa infiacchiva ed assetava i soldati di Ruggero, già provati dalla lunga e dura fatica. I Saraceni, pur privi del loro capo, l’emiro Mel-Kelb-Mulè vinto ed ucciso in battaglia dal normanno Salvatore Palmeri, resistevano ad oltranza. La situazione dei Normanni era ormai critica, quando si verificò il famoso miracolo della Vergine della Fonte e del Fico. Riportiamo per intero la leggenda così come narrataci da Luigi Natoli ne “I Vespri siciliani”. “… Si narrava infatti che sul monte sovrastante che si chiamò poi Saraceno, fosse un castello di musulmani, e che il conte Ruggero normanno ve li avesse assediati: ma la grande siccità gli decimava le milizie e i cavalli, gli intristiva quelli che gli occorrevano, sicchè, era quasi risoluto a levare l’assedio. Egli aveva la tenda piantata intorno a un fico. Ora una notte gli apparve la Madonna e gli disse che se avesse scavato sotto il fico avrebbe trovato l’acqua per dissetare le milizie e gli animali. Così fece. Appena spuntò il giorno, fatto scavare, l’acqua scorgò copiosa. Le milizie cristiane, allora ristorate d’acqua e animate dal miracolo, montarono d’assalto ed espugnarono il monte. Ruggero in memoria del miracolo eresse ivi, dove era il fico un tempio alla Madonna; e il fico del miracolo fu serbato come sacra reliquia, e da un pezzo del tronco si scolpì un’immagine della Madonna che posta sull’altare era oggetto di venerazione. L’acqua e il tronco godevano reputazione miracolosa e da tutto il territorio vi si recava gente devota per sciogliere voti e impetrare grazie”. I cristiani superstiti scesero dal Monte e formarono il primo nucleo di un nuovo paese chiamato Ruinusa o Rovinosa e, quindi, Ravanusa.