Chiesa San Michele

Le origini della chiesa di San Michele sono da collocarsi intorno al 1750 ad opera dei coniugi Michele e Rosa Gallo. Infatti si tramanda che nell’Ottocento la chiesa venisse chiamata San Michele e Santa Rosa. Dalle sacre visite fatte dai vari vescovi si deduce che la chiesa è stata sempre funzionante ed ha trovato sempre dei mecenati che ne permettevano un decoroso mantenimento. La campana grande, collocata nella nicchia centrale del campanile risale al 1806 e porta la seguente scritta: DD IOSEPH GALLO P EIUSD IN ONOREM S. MICAELIS ARCANGELI E SUMP 1806 NOM. S. ALOISIA, che mons. Noto interpreta e traduce: “I signori Giuseppe Gallo e il padre (o figlio/a) dello stesso ad onore di S Michele Arcangelo, a proprie spese 1806. Fu nel 1931, quando il vescovo Peruzzo decise di smembrare le tradizionali parrocchie creandone delle nuove, che S. Michele fu fatta parrocchia succursale e vicaria curata dalla Matrice, con parroco Stuppia. La parrocchia divenne autonoma ecclesiasticamente il 20 ottobre 1935 sempre con decreto di mons. Peruzzo.

Padre Michele Stuppia ristrutturò la chiesa secondo le esigenze del tempo e sistemò il piazzale antistante la chiesa stessa ma cagionevole in salute nel 1945 propone a don Paolo Carlino, allora cappellano in Matrice, di prendere il suo posto a S. Michele, il quale il 1 novembre 1946 viene nominato parroco da mons. Peruzzo. Don Paolo, preso possesso della chiesa, si preoccupa subito di formalizzare il riconoscimento giuridico della parrocchia e lo ottiene il 3 maggio 1948 con decreto del Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola. Tale riconoscimento riguardava solo la parrocchia, la chiesa invece ottenne la personalità giuridica il 27 dicembre 1953, con decreto del presidente Einaudi. La Chiasa San Michele è situata in un quartiere, potremmo dire, a sé, dove i legami di parentela e di amicizia tra le famiglie sono molto solidi e i suoi abitanti guardano con orgoglio e come punto di riferimento alla loro chiesa posta in alto, quasi a dominare le loro case, e dove la Madonna Addolorata è venerata. Mons. Carlino va in pensione nel Settembre 1998. A lui succede Padre Luigi Lo Mascolo nominato amministratore parrocchiale da Mons. Ferraro, a cui succede, nel marzo del 2000, Padre Renato Nocera, nominato parroco nel luglio 2003.